Dic 132011
 

attestato_lab2Domenica 11 dicembre si è tenuto a Castel D’Azzano (VR) il secondo appuntamento dei Laboratori per lagomorfi. Dopo “Apprendere la comunicazione” è stata la volta della relazione e dell’educazione.

Le dottoresse Sara Mainardi e Marzia Possenti hanno tenuto quattro mini-conferenze, oltre che delle divertenti sessioni pratiche, su come relazionarsi con il proprio coniglio, cosa tenere in considerazione per entrare in relazione e alimentarla, e su come educarlo in senso generale.

Addestrare un coniglio infatti non significa solamente insegnargli a fare dei giochini per stupire gli amici o gli ospiti, ma anche e soprattutto educarlo dal punto di vista pedagogico. L’addestramento non deve essere finalizzato al controllo del coniglio (della serie: “fai così perché ti ordino di farlo!”), e quindi alla tua supremazia su di lui, ma piuttosto deve servire a farlo crescere come individuo.

Addestrare un coniglio significa guidarlo, accompagnarlo nella sua crescita per aiutarlo a comprendere e risolvere da solo i problemi che gli si presentano davanti e per favorire il suo benessere psicofisico. Giocare con il tuo coniglio serve a porre le basi per entrare in relazione con lui e più giochi e interagisci con lui più lui si sente parte integrante del nucleo familiare, approfondendo e consolidando il rapporto affettivo.

Inoltre il gioco non è fine a se stesso, cioè non ha il solo scopo di far divertire il coniglio, scopo comunque importante per la sua salute, sia fisica (perché il gioco favorisce il movimento), che mentale (divertendosi sta bene, non è stressato e, se mai, riduce o elimina stati di stress e ansia). Giocando con lui gli proponi tutta una serie di situazioni da gestire, un ventaglio di soluzioni ai problemi da risolvere che gli serviranno quando sarà da solo per affrontare il mondo.

Yogurt sulla scatolaDurante il laboratorio, a cui ha partecipato anche Yogurt naturalmente, sono state portate ad esempio delle situazioni pratiche, come entrare o uscire dal trasportino (o dalla gabbia), toccare e/o seguire un target, rispondere al richiamo. Sono, come vedi, tutte situazioni che tornano certamente molto utili nella vita quotidiana, sia tua che del tuo coniglio.

Non doverlo prendere di peso e infilarlo a forza nel trasportino per portarlo dal veterinario è senz’altro qualcosa di utile. Che il coniglio ci entri da solo e ci si senta a suo agio e non viva lo spostamento come un momento di stress è oltre modo auspicabile per lui!

Probabilmente il coniglio non imparerà la sequenza “rispondo al richiamo – entro da solo nel trasportino – me ne sto bello tranquillo fino all’ambulatorio veterinario” immediatamente; dovrai procedere dunque per piccoli step, passo dopo passo, insegnandogli ed educandolo prima a guardarti quando lo chiami, poi a raggiungerti, poi ad avvicinarsi al trasportino, quindi ad entrarvi e infine a rimanerci dentro consapevolmente e serenamente. Dovrai in pratica modellare la sequenza.

Io e YogurtTutto questo aiuterà te a trascorrere un po’ di tempo con il tuo coniglio, rispondendo anche alla domanda che spesso affligge i neofiti del mondo lapino: “E adesso che ho un coniglio, cosa ci posso fare?” e a gestire le normali situazioni quotidiane, ma aiuterà anche lui a stringere un legame con te, a sentirsi parte di un gruppo (come farebbe in natura), a imparare come comportarsi da solo, ad autocontrollarsi e a risolvere problemi in modo autonomo e indipendente.

Il clicker training è tutto questo. Favorisce l’apprendimento, la crescita e l’affezione del tuo coniglio e quindi anche il suo benessere psicofisico, oltre che il tuo.

Il clicker, in quanto strumento, accelera e favorisce i risultati e il raggiungimento degli obiettivi, siano essi quello di insegnare al coniglio a superare un ostacolo saltando in alto, o quello di lasciarsi prendere in braccio per il taglio delle unghie senza dover ricorrere all’aiuto del veterinario.

Che dire ancora?

Corri ad addestrare, pardon EDUCARE, il tuo coniglio! Aiutalo a crescere, a imparare, a sentirsi importante e capace. Accresci la sua autostima e la sua fiducia in se stesso e in te! Vedrai quante soddisfazioni avrete insieme!

Buon Clicker Training!

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  16 Responses to “Addestrare/educare un coniglio: la dimensione pedagogica”

Comments (16)
  1. Ciao! Abbiamo preso domenica un coniglio nano ariete, femmina(Miele). Passiamo ore a chiamarla per insegnarle a venire da noi e sembra che piano piano ci stiamo riuscendo. Il primo giorno l’abbiamo lasciata in gabbia. Poi libera in tutta la cameretta. È giusto lasciarla libera per tutta casa piano piano e a step? Il nostro problema è che principalmente i bisogni li fa nella lettiera. Ma a volte anche nella camera. come faccio? Leoho anche messo un’altra specie di lettiera nella camera stessa! Aiuto!!! 🙂

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