Nov 062015
 

  

conigli sdraiati vicini

[Immagine trovata su Pinterest]

Conosco moltissime persone che non hanno un solo coniglio, ma una coppia. E magari anche altri animali oltre ai conigli. Spesso mi chiedono consigli su come affrontare la morte dei propri beniamini, o se possono fare qualcosa per alleviare le sofferenze del proprio coniglietto nel momento in cui perderà il compagno/la compagna.

È una questione molto delicata, che richiede lucidità e autocontrollo e ti spiego il perché.

Quando perdiamo un membro della famiglia – sia esso un coniglio, un cane, un gatto o altro – viviamo momenti terribili, in cui è difficile ragionare e pensare con lucidità.

Ci chiudiamo nella nostra sofferenza e tendiamo a non vedere che anche gli altri soffrono. Pensiamo che nessuno possa capire come ci sentiamo, che il nostro dolore sia tanto forte e tanto diverso da quello che prova chi ci sta vicino e troppo spesso non ci rendiamo conto che anche gli altri animali che vivono con noi hanno perso qualcuno: un compagno, una compagna, un amico, un’amica.

Il fatto che loro non si comportino come noi, che abbiano un proprio modo di reagire ai lutti non significa che non soffrono.
Normalmente ci aspetteremmo un periodo di tristezza, di apatia, e spesso è proprio così: il coniglietto rimasto “vedovo” può smettere di mangiare, può muoversi di meno, addirittura chiudersi nella sua sofferenza fino a lasciarsi morire anch’esso.
Ma ci sono anche altri comportamenti, meno estremi o preoccupanti, che però denotano stress e sofferenza psicologica: bere continuamente e compulsivamente, continuare a lisciarsi il pelo o strapparselo, continuare a masticare, scavare o rosicchiare intensivamente sono i principali, per esempio.

A volte non vi sono nemmeno cambiamenti nella personalità di chi rimane senza il compagno/la compagna: un coniglio giocoso può rimanere tale, ma se comincia a bere tre volte tanto la quantità consueta di acqua o si mette a saltare su divani e letti scavando i cuscini, quando prima non lo aveva mai fatto, è sicuramente segno che qualcosa non va.

COSA FARE QUANDO MUORE UN CONIGLIO IN UNA COPPIA

Raramente in una coppia di conigli muoiono entrambi. Solitamente uno dei due resta “vedovo”. Ciascuno reagisce alla perdita e al lutto a proprio modo, ma ci sono alcune piccole cose che fanno un’enorme differenza nel superamento del trauma e nell’elaborazione del lutto del coniglio che rimane.

Potrà sembrarti strano e forse anche un po’ macabro, ma la cosa che bisognerebbe sempre fare in queste circostanze è lasciare il coniglietto rimasto con il compagno deceduto per qualche ora. Quello rimasto lo annuserà, interagirà con il corpicino del compagno e capirà dalla temperatura del suo corpo, dalla sua immobilità, dal suo odore che l’amico non c’è più. Gli animali sanno accettare la morte molto meglio di noi, la percepiscono e la vivono in maniera più naturale, come un avvenimento normale nel ciclo della vita. Ciò che invece non comprendono è la scomparsa del proprio amico senza spiegazione. È innaturale per loro.
Se allontani il corpo del compagno defunto senza dare spiegazioni, chi resta faticherà molto di più a farsene una ragione.

conigli sdraiati vicini

[Immagine trovata su cheezburger.com]

Se uno dei conigli è malato e viene allontanato prima che muoia, perché è in cura dal veterinario, il suo compagno che è a casa lo aspetterà pazientemente e continuerà a farlo, incapace di capire e accettare un nuovo compagno (qualora gli venisse proposto), finché non si convincerà che il proprio compagno non tornerà più.  A volte possono servire anche settimane o mesi perché il coniglietto rimasto solo se ne faccia una ragione. Tentare di inserire in questo periodo e in queste condizioni un nuovo soggetto per ricreare la coppia, seppure con buonissime intenzioni, porterà con grande probabilità a comportamenti distruttivi e aggressivi.

Di solito quando il coniglietto è a uno stadio della malattia così avanzato da non poterlo curare, è il veterinario stesso a suggerire di portarlo a casa, per permettere a lui e a te, come agli altri componenti della famiglia, di trascorrere il tempo che gli resta insieme.

Non sempre c’è però questa possibilità, perciò potresti ritrovarti con il coniglio sopravvissuto che non capisce perché il suo compagno non torna più. Questa situazione richiederà quindi maggiori sforzi da parte tua, intesi come attenzioni, premi, coccole, e più tempo per essere affrontata.

DOMANDE CHE E’ UTILE FARSI

Può essere utile un’autopsia per stabilire la causa del decesso?
Bisognerebbe farla immediatamente?
Ci sono rischi di contagio per il coniglietto rimasto?
I conigli malati dovrebbero essere tenuti separati da quelli sani?

In teoria, la risposta è sì, per tutte queste domande. Tuttavia possiamo fare alcune considerazioni che dipendono dalle circostanze.

Un buon veterinario esperto in esotici dovrebbe avere abbastanza esperienza per distinguere eventuali cambiamenti post mortem da anomalie pre morte. Ciò significa che c’è un lasso di tempo di alcune ore per prendere qualche provvedimento: separare i conigli malati dai compagni sani a volte è necessario, ma se è possibile evitarlo è meglio. Ogni caso va considerato come a se stante e discusso con il proprio veterinario di fiducia.

Quanto e in che modo è contagiosa la malattia?
Il compagno è già stato esposto al contagio?
Causerebbe un maggiore stress separare una coppia unita?
Il compagno sano è un elemento importante nella coppia, che sostiene il compagno malato e può facilitargli la ripresa/riabilitazione/il recupero?

Nella quasi totalità dei casi, il rischio nel lasciare il coniglio sano con quello malato fino alla fine non comporta la perdita di entrambi.

Se per caso dovessi assistere al coniglio sano che si mette a saltare e danzare, come fosse in preda alla gioia non preoccuparti e non sorprenderti: i conigli, di fronte alla morte imminente o avvenuta, non reagiscono come faremmo noi. Noi ce ne stiamo contriti, con le lacrime agli occhi, lo stomaco chiuso, la tristezza e il dolore in volto e nel corpo. Loro sembrano gioire, anche se è chiaro che soffriranno per la perdita del proprio amico e ne sentiranno la mancanza. Qualcuno si spiega questi comportamenti a livello energetico, come se ci fosse una sorta di “vibrazione” nell’aria che rivitalizza il coniglio alla morte del compagno.
A me piace pensare che i conigli sappiano qualcosa che noi non sappiamo…

 

ATTENZIONE: Se il tuo coniglio muore dal veterinario, o se gli è stata praticata l’autopsia, potresti non avere la possibilità di riportarlo a casa. In questo caso, sorveglia il coniglio rimasto solo a casa, senza compagno, e concedigli un sacco di coccole in più, attenzioni e presenza durante tutto il periodo di lutto.

Se invece al coniglietto morto non è stata fatta l’autopsia, puoi chiedere al veterinario di portarlo a casa per mostrarlo al suo compagno e lasciarli insieme per qualche ora, prima di seppellirlo o farlo cremare.

 

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  16 Responses to “Quando al coniglio muore il compagno/la compagna”

Comments (16)
  1. Ciao Lorenzo,
    complimenti per come stai supportando il coniglio in questa delicata fase della sua vita.
    A volte purtroppo però anche se tentiamo di tutto, la nostra presenza non sostituisce quella preziosa della compagna o del compagno simile, perché capita che tra due anime si instauri un legame così forte che quando per qualche motivo si spezza o interrompe, tutto il resto è avvolto nella nebbia.
    Prova ad acquistare in farmacia o in erboristeria il fiore di Bach Star of Bethlehem. E’ molto efficace di solito nelle circostanze come questa, per aiutare a elaborare il lutto, il trauma della perdita.
    Se lo trovi, poi scrivimi in privato, anche via whatsapp al numero di telefono che trovi nei contatti o in fondo alle pagine del sito, così ti do le indicazioni di somministrazione.
    Oltre a questo, l’unica altra cosa che potresti fare sarebbe quella di introdurre una nuova coniglietta nella sua vita, per dargli la possibilità di ritrovare ciò che ha perduto. In questo caso, ti consiglio di adottare una coniglietta già sterilizzata, per ridurre i tempi dell’inserimento e renderlo il più semplice e il meno stressante possibile.

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