Nov 062015
 

  

conigli sdraiati vicini

[Immagine trovata su Pinterest]

Conosco moltissime persone che non hanno un solo coniglio, ma una coppia. E magari anche altri animali oltre ai conigli. Spesso mi chiedono consigli su come affrontare la morte dei propri beniamini, o se possono fare qualcosa per alleviare le sofferenze del proprio coniglietto nel momento in cui perderà il compagno/la compagna.

È una questione molto delicata, che richiede lucidità e autocontrollo e ti spiego il perché.

Quando perdiamo un membro della famiglia – sia esso un coniglio, un cane, un gatto o altro – viviamo momenti terribili, in cui è difficile ragionare e pensare con lucidità.

Ci chiudiamo nella nostra sofferenza e tendiamo a non vedere che anche gli altri soffrono. Pensiamo che nessuno possa capire come ci sentiamo, che il nostro dolore sia tanto forte e tanto diverso da quello che prova chi ci sta vicino e troppo spesso non ci rendiamo conto che anche gli altri animali che vivono con noi hanno perso qualcuno: un compagno, una compagna, un amico, un’amica.

Il fatto che loro non si comportino come noi, che abbiano un proprio modo di reagire ai lutti non significa che non soffrono.
Normalmente ci aspetteremmo un periodo di tristezza, di apatia, e spesso è proprio così: il coniglietto rimasto “vedovo” può smettere di mangiare, può muoversi di meno, addirittura chiudersi nella sua sofferenza fino a lasciarsi morire anch’esso.
Ma ci sono anche altri comportamenti, meno estremi o preoccupanti, che però denotano stress e sofferenza psicologica: bere continuamente e compulsivamente, continuare a lisciarsi il pelo o strapparselo, continuare a masticare, scavare o rosicchiare intensivamente sono i principali, per esempio.

A volte non vi sono nemmeno cambiamenti nella personalità di chi rimane senza il compagno/la compagna: un coniglio giocoso può rimanere tale, ma se comincia a bere tre volte tanto la quantità consueta di acqua o si mette a saltare su divani e letti scavando i cuscini, quando prima non lo aveva mai fatto, è sicuramente segno che qualcosa non va.

COSA FARE QUANDO MUORE UN CONIGLIO IN UNA COPPIA

Raramente in una coppia di conigli muoiono entrambi. Solitamente uno dei due resta “vedovo”. Ciascuno reagisce alla perdita e al lutto a proprio modo, ma ci sono alcune piccole cose che fanno un’enorme differenza nel superamento del trauma e nell’elaborazione del lutto del coniglio che rimane.

Potrà sembrarti strano e forse anche un po’ macabro, ma la cosa che bisognerebbe sempre fare in queste circostanze è lasciare il coniglietto rimasto con il compagno deceduto per qualche ora. Quello rimasto lo annuserà, interagirà con il corpicino del compagno e capirà dalla temperatura del suo corpo, dalla sua immobilità, dal suo odore che l’amico non c’è più. Gli animali sanno accettare la morte molto meglio di noi, la percepiscono e la vivono in maniera più naturale, come un avvenimento normale nel ciclo della vita. Ciò che invece non comprendono è la scomparsa del proprio amico senza spiegazione. È innaturale per loro.
Se allontani il corpo del compagno defunto senza dare spiegazioni, chi resta faticherà molto di più a farsene una ragione.

conigli sdraiati vicini

[Immagine trovata su cheezburger.com]

Se uno dei conigli è malato e viene allontanato prima che muoia, perché è in cura dal veterinario, il suo compagno che è a casa lo aspetterà pazientemente e continuerà a farlo, incapace di capire e accettare un nuovo compagno (qualora gli venisse proposto), finché non si convincerà che il proprio compagno non tornerà più.  A volte possono servire anche settimane o mesi perché il coniglietto rimasto solo se ne faccia una ragione. Tentare di inserire in questo periodo e in queste condizioni un nuovo soggetto per ricreare la coppia, seppure con buonissime intenzioni, porterà con grande probabilità a comportamenti distruttivi e aggressivi.

Di solito quando il coniglietto è a uno stadio della malattia così avanzato da non poterlo curare, è il veterinario stesso a suggerire di portarlo a casa, per permettere a lui e a te, come agli altri componenti della famiglia, di trascorrere il tempo che gli resta insieme.

Non sempre c’è però questa possibilità, perciò potresti ritrovarti con il coniglio sopravvissuto che non capisce perché il suo compagno non torna più. Questa situazione richiederà quindi maggiori sforzi da parte tua, intesi come attenzioni, premi, coccole, e più tempo per essere affrontata.

DOMANDE CHE E’ UTILE FARSI

Può essere utile un’autopsia per stabilire la causa del decesso?
Bisognerebbe farla immediatamente?
Ci sono rischi di contagio per il coniglietto rimasto?
I conigli malati dovrebbero essere tenuti separati da quelli sani?

In teoria, la risposta è sì, per tutte queste domande. Tuttavia possiamo fare alcune considerazioni che dipendono dalle circostanze.

Un buon veterinario esperto in esotici dovrebbe avere abbastanza esperienza per distinguere eventuali cambiamenti post mortem da anomalie pre morte. Ciò significa che c’è un lasso di tempo di alcune ore per prendere qualche provvedimento: separare i conigli malati dai compagni sani a volte è necessario, ma se è possibile evitarlo è meglio. Ogni caso va considerato come a se stante e discusso con il proprio veterinario di fiducia.

Quanto e in che modo è contagiosa la malattia?
Il compagno è già stato esposto al contagio?
Causerebbe un maggiore stress separare una coppia unita?
Il compagno sano è un elemento importante nella coppia, che sostiene il compagno malato e può facilitargli la ripresa/riabilitazione/il recupero?

Nella quasi totalità dei casi, il rischio nel lasciare il coniglio sano con quello malato fino alla fine non comporta la perdita di entrambi.

Se per caso dovessi assistere al coniglio sano che si mette a saltare e danzare, come fosse in preda alla gioia non preoccuparti e non sorprenderti: i conigli, di fronte alla morte imminente o avvenuta, non reagiscono come faremmo noi. Noi ce ne stiamo contriti, con le lacrime agli occhi, lo stomaco chiuso, la tristezza e il dolore in volto e nel corpo. Loro sembrano gioire, anche se è chiaro che soffriranno per la perdita del proprio amico e ne sentiranno la mancanza. Qualcuno si spiega questi comportamenti a livello energetico, come se ci fosse una sorta di “vibrazione” nell’aria che rivitalizza il coniglio alla morte del compagno.
A me piace pensare che i conigli sappiano qualcosa che noi non sappiamo…

 

ATTENZIONE: Se il tuo coniglio muore dal veterinario, o se gli è stata praticata l’autopsia, potresti non avere la possibilità di riportarlo a casa. In questo caso, sorveglia il coniglio rimasto solo a casa, senza compagno, e concedigli un sacco di coccole in più, attenzioni e presenza durante tutto il periodo di lutto.

Se invece al coniglietto morto non è stata fatta l’autopsia, puoi chiedere al veterinario di portarlo a casa per mostrarlo al suo compagno e lasciarli insieme per qualche ora, prima di seppellirlo o farlo cremare.

 

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  14 Responses to “Quando al coniglio muore il compagno/la compagna”

Comments (14)
  1. Carissima, ti confermo che il tuo sospetto si è dimostrato corretto. Il nostro coniglietto dopo 2-3 giorni di mosceria è fortunatamente tornato alla normalità! Gioca, ci fa le coccole ed interagisce con brillantezza ed intelligenza. Temo avesse risentito della terapia. Per fortuna tutto ok ora. Un caro saluto e grazie per tutti i consigli. Apprezzatissimi. Silvia

  2. Cara Silvia, diciamo che il coniglietto probabilmente è più socievole di altri e la compagnia che ha trovato in vacanza ora forse gli manca un po’, ma non essendoci stato un vero e proprio inserimento (anche se un mese è un tempo molto lungo per i conigli e il distacco può certamente aver influito sul suo benessere globale), non dovrebbe essere questo il motivo principale della sua “malinconia”.
    E’ più probabile che la terapia per i coccidi, normalmente a base antibiotica, lo abbia un po’ “abbattuto”, oltre che la presenza dei coccidi stessi. Dovrebbe ritornare il coniglietto giocoso che era prima nel giro di qualche giorno.
    Ad ogni modo mi sembra molto positivo che abbiate deciso di affiancargli una compagnuccia femmina (mi raccomando, sterilizzata anch’ella!). Si troverà sicuramente bene con una sua simile in casa e facilmente diventeranno una coppietta unita, dati i precedenti 😉 Speriamo che la femmina che accoglierete sia dello stesso avviso di lui e abbia piacere a trovare compagnia nella sua dolce metà 🙂

  3. Carissima Romy e Carissimi Amici di Addestrare Conigli, ho appena scoperto per caso questo sito è sono stata rapita dalle sue letture. Trapela amore, passione, altruismo ma anche tanta professionalita’ in queste pagine. Grazie per condividere tutto questo!!
    Forse sono un po’ fuori tema ma vedo nel mio aretino di 7 mesi gli stessi sintomi descritti nell articolo. È più apático, non corre, non interagisce, mangia poco, se ne sta sempre sdraiato in un angolo o l altro della casa o del terrazzo senza muoversi, senza esplorare o tentare di fare quei danni che tanto lo divertivano (come riuscire ad entrare nella nostra camera per rosicchiare qualche filo in zona vietata). Solo con nostra figlia è un po’ diverso. Temo che il cambiamento sia da ricondurre al distacco avuto dai coniglietti e sopratutto da una coniglietta incontrata in vacanza. Sembra da ridere ma in realtà stando fuori per circa un mese in agosto abbiamo cercato una soluzione che potesse essere il meglio per lui senza badare a spese. È stato bene e forse fin troppo, in quanto pur stando in una sua porzione di terrazzo ben recintata e delimitata attorno aveva amici conigli e una coniglietta che ha fatto l impossibile per andare da lui (per altro riuscendo nella intento!). Tornato a casa da una settimana circa malgrado abbiamo provato a circondario di giochi e attenzioni lui sta come vi dicevo. A breve gli troveremo una compagnia ma i tempi si allungano (deve essere sterilizzato prima). Sono nuova di questo mondo e sto facendo il possibile per esserne all altezza… confido nei consigli di Romy e spero che il mio coniglietto torni vivace e giocoso. È stato dal veterinario qualche giorno fa e ancora questi aspetti comportamentali non erano così marcati quindi non gliene ho parlato
    Ha preso terapia per coccidi e mi chiedo se possa essere stara anche la medicina a disturbarlo o davvero risente del distacco sociale subito. Grazie e saluti a tutti mando un abbraccio a tutte le amiche che hanno scritto in precedenza e che soffrono la mancanza dei loro amici pelosetti.

  4. Ciao Romy, è stato molto utile questo articolo, poichè non se ne parla mai ma succede a tutti, purtroppo, prima o poi.
    Quindi farò tesoro di tutti i tuoi consigli e ti ringrazio come sempre per la tua semplicità nel spiegare le cose 🙂

  5. Non sei fuori argomento Gianna e mi dispiace moltissimo per la tua perdita.
    Grazie per aver condiviso con me e con la comunità di Addestrare Conigli questa tua esperienza, questo tuo dolore. Uno sfogo ci sta, è legittimo, soprattutto in circostanze come questa, dove ci è impossibile cambiare le cose e restiamo impotenti di fronte a quello che si sta verificando.
    Credimi se ti dico che posso comprenderti, anche se poi ciascuno elabora in modo del tutto personale gli accadimenti, il durante e il dopo.
    Il dolore è immenso, attanaglia, lacera, crea un vuoto in cui l’eco dei ricordi rimbomba.
    Queste creature ci travolgono, dapprima con la loro delicatezza e poi con la pesantezza del vuoto che lasciano.
    I conigli ci cambiano, ci trasformano, a chi sa ascoltare dicono così tanto e insegnano così tanto!
    Dipendono da noi. Sanno essere così forti, ma sono anche così fragili e delicati.
    Ciccetta ha sicuramente avuto una vita felice al tuo fianco. Sei stata per lei una compagna premurosa, attenta, amorevole e speciale. Le hai dato tutto quello di cui aveva bisogno. Io dico sempre, come ho scritto anche nel libro di Yogurt, che loro sono come angeli, che arrivano nella nostra vita per insegnarci qualcosa, che capiamo solo col tempo e col senno di poi. Poi a un tratto se ne vanno, per lasciare posto all’angelo seguente.
    Alcuni se ne vanno in punta di piedi, altri in modi più estremi, tutti se ne vanno solo fisicamente, ma restano con noi – e te ne accorgerai – che tu creda o meno.
    Ciccetta rimarrà sempre presente nella tua vita.
    Ti saluto con affetto.

  6. Assolutamente e pienamente d’accordo con te Gino!
    I conigli, come ogni altro animale che vive con noi, che accogliamo nella nostra casa, diventano membri della famiglia, parte integrante di una comunità, piccola o grande che sia, amici, compagni di vita.
    Non sono solo animali. Nessuno di loro lo è. Peccato che non tutte le persone riescano a coglierne l’individualità, la personalità, l’unicità, l’originalità. Quando se ne vanno non è possibile “sostituirli” e ogni giorno che viviamo con loro – specie dopo l’esperienza della perdita – si fa prezioso, ricco e carico di mille emozioni. Ogni giorno è unico come lo sono loro, come lo siamo noi. L’amore che ci scambiamo a volte è davvero immenso e proporzionale ad esso è il dolore che proviamo quando ci lasciano. Ma, come dice una mia cara amica, “l’amore che dai è l’amore che resta”.

  7. Che dire Cecilia, come al solito si conferma quel gran DIPENDE che forgia le scelte e i destini di tutti e tutto. Nei miei articoli, lo sai bene, scrivo delle “linee guida”, delle attitudini che sarebbe bene seguire, ma poi è naturale che l’applicazione dipenda dalle persone, dagli animali, dalle circostanze in gioco.
    Credo che ancora di più in situazioni delicate, difficili, complesse come possono essere quelle della malattia o della morte non esistano scelte giuste o sbagliate a priori, ma esistano reazioni, emozioni, sensazioni, scelte che sono cucite addosso al momento specifico, alle persone specifiche coinvolte, agli animali specifici coinvolti.
    Sono assolutamente certa che nel vostro contesto, con i vostri rapporti, come hai agito fosse perfetto. Se hai agito in un certo modo è perché per motivazioni esterne e per ragioni del cuore non era ammesso agire diversamente da come è stato.
    Come te, non credo nel caso. Da Yogurt in poi, meno che mai.
    Tutto accade per una ragione per precisa e dipende sempre da noi, né più né meno.
    Io credo in un al di là. Ma non nel senso più comune del termine, tipo paradiso o inferno o semplicemente un luogo in cui ci ritroveremo dopo. No, non credo affatto a un luogo fisico, non credo a ciò che tramanda la Chiesa, ma credo a un “al di là” delle nostre percezioni. Viviamo in un mondo estremamente materico e fisico, ma questo non vuol dire che non ce ne sia uno spirituale ed energetico, immateriale, egualmente importante e presente. Un po’ come un bicchiere, che può essere contemporaneamente sia pieno che vuoto, perché anche da vuoto è pieno d’aria, la realtà non è duale: non esiste un di qua e un di là che siano separati. Credo invece che coesistano e che oltretutto comunichino e interagiscano.
    Lo vedo ogni giorno ed è stato Yogurt ad aprirmi gli occhi, come per te Bigné ha fatto guarire Bobò.
    Non è poi così strano o difficile da capire – credo.
    Solo che bisogna sperimentarlo, perché altrimenti ci allontaniamo da tutto questo, pensando di essere pazzi o passando per tali di fronte ad altri.
    Bigné non è andata da nessuna parte.
    E’ senz’altro lì con voi, con te, con Bobò. Solo, in una forma diversa.
    Ecco perché rispondo alla tua canzone, con un’altra a me cara Emoticon kiki, che spero apprezzerai Emoticon heart https://www.youtube.com/watch?v=ht7Fll9ioxk

    SE RINASCI – Emma Marrone
    Non passa se ti dicono che passa
    diventa sopportabile semmai
    la zona di battaglia è rifiorita
    non sono a tempo e neanche preparata
    ognuno sceglie come ritornare
    ed io non ti aspettavo più
    se non ti vedo non significa che non mi vedi tu
    se ritorni acqua è come dire
    che scende pioggia e vieni a benedire
    le crepe della terra più assetata
    nella voragine diventa vita
    ed io che scelgo come continuare
    la parabola di noi
    ma posso solo immaginare

    Se rinasci madre
    ama
    come hai fatto già
    se rinasci padre
    abbi il coraggio di essere padre
    alla tua età
    se ritorni vento
    perché torni e ti porti via
    il peso dell’essenza
    è che l’essenza non diventi compagnia

    Poi
    diventa sopportabile semmai
    persino un nuovo anno, un nuovo amore
    e il tuo silenzio è imposto ed impostore
    ed io che imparo come respirare
    ogni minuto che non puoi mandare un bacio al mio dolore

    Se rinasci madre
    ama
    come hai fatto già
    se rinasci padre
    abbi il coraggio di essere padre
    alla tua età
    se ritorni vento
    perché torni e te lo porti via
    il peso dell’assenza
    è che l’assenza non mi faccia compagnia

    Se ritorni vento
    perché torni, e te lo porti via
    il peso dell’assenza e che l’assenza non mi faccia compagnia

    CIAO

  8. Forse sono fuori argomento, ma voglio scrivere per sfogarmi. Ieri e’ morta la mia Ciccetta. Aveva 4 anni, un amore. Stava benissimo, mai avuto sintomi di nessun genere. Ieri mattina tutto ok. Mangiato la sua razione di verdure miste, fieno. Correva tranquilla per casa e sul terrazzo. Nulla lasciava presagire cosa sarebbe successo nel pomeriggio. Verso le 15 la vedo rannicchiata vicino alla sua gabbietta. La prendo in braccio, anche se lei non lo amava molto. Un lamento e troppo tranquilla. Stava male. PANICO. Chiamo subito la veterinaria ma mi dice che e’ fuori e che mi aspetta tra un’ora in ambulatorio. La coccolo, la tengo al caldo. Fa la pipi’ sul divano (non l’aveva mai fatto) ma non m’importa. Sempre ferma, l’accarezzo la coccolo ma si lamenta. Poi respiro pesante, lamenti. Chiamo di nuovo piangendo disperata. Mentre parlo alla veterinaria la vedo morire. Uno strazio!!!! Arriva la veterinaria sconvolta anche lei e non si capacita. Decido che voglio sapere cosa sia successo.Oggi esito autopsia: problema al cuore, probabilmente dalla nascita. La parte sinistra ipertrofica, la destra con pareti sottilissime e vuota. Non aveva mai dato segni di problemi. Mi dice che non avrebbero potuto fare niente. Siamo sconvolti, la casa e’ vuota e mi sembra di vederla corrermi inconto e saltare sul divano per farsi coccolare. Sara’ molto difficile farmene una ragione ma ci provero’. Non auguro a nessuno una simile esperienza.

  9. Ciao Romy!!!!
    Eh…che dire…
    Io son svenuta, e questo te la dice lunga di come ho reagito, anche perchè non me l’aspettavo! Miliardi di volte Bignè aveva avuto coliche, ma quella probabilmente era diversa, o forse il destino era scritto così..Bobò non l’ha cercata! Dopo un po di tempo, e solo qualche volta! lui è malato di cuore per cui abbiamo ritenuto che non fosse il caso affiancargli una nuova compagna , perchè se non le fosse piaciuta avrebbe causato un forte stress in lui da poter anche esser fatale! Non sono d’accordo sul fatto che avrei dovuto fargliela vedere morta perchè credo che nel mio caso, davvero, avrebbe causato un forte stress! Preferisco che la pensi , chissà…forse pensa che un giornoentreràdal portone di casacome faceva quando si tornava dal vet! Non credo nel modo piu assoluto che la dimentichi! Si son piaciuti da subito, mai una litigata, mai, nemmeno il primo giorno! Si son voluti un bene pazzesco! Ricordo che nel mese di Dicembre scorso ,Bobò fu ricoverato un mese intero ,da lì venne fuori il problema al cuore! In quel mese Bignè era nervosa e riteneva me e solo me ,la causa della sparizione del suo Bobò, tanto che se mi avvicinavo mi soffiava e mi graffiava il viso, non mi voleva!!! Non dimenticherò, però. mai nella mia vita ,il giorno che si rividero..INDIMENTICABILE! si rincorrevano con quel “umm, umm” e poi si baciavano , si leccavano , erano impazziti di gioia! Bobò sono convinta che sappia , e nel mio cuore so che se gliel’ avessi fatta vedere morta , sarebbe morto anche lui! Credo che come negli uomini , non tutti siamo pronti o fatti allo stesso modo! Io ad esempio 5anni fa non ho voluto vedere mia madre morta, non ce l’avrei fatta! Gli animali hanno l’istinto è vero, ma non sempre può essere abbastanza, soffrono anche loro, e per questo ritengo brutale il fatto di fargliela vedere, e così anche la mia vet! Con questo non voglio criticare chi lo fa , per carità! il giorno stesso che è morta, l’ho riportata a casa , il mio cervello per qualche giorno si è spento, ossia non pensavo, accettavo come un automa quello che stava accadendo, era come se il mio cervello volesse difendermi da tanto dolore, sentivo come se qualcosa mi dicesse”é successo, doveva accadere, lo sai come sono i conigli e questo è capitato! ero avvolta da una falsa calma e rassegnazione…poi….Poi il brutto è venuto dopo, i giorni seguenti, ansia , angoscia , attacchi di panico ,solo che non potevo far sentri tutto questo a Bobò gli avrebbe causato stress, e per lui è vietatissimo..quindi, mi sono occupata di lui vietando al mio cervello di pensare e di ricordare che la sera prima ero con lei in casa..non pensavo e tanto meno ricordavo! Ora son passati 9 mesi da quell’orribile 7 marzo che mai dimenticherò! La mia fatina è sepolta nel mio giardino e ogni giorno vado da lei, lei protegge il suo BOBO’, ! io non credo nella maniera piu assoluta che ci siano cose che vanno al di là , che siano diciamo ,come dire, paranormali, ma devo dire che..non so , ma ..Bobò stava per morire gli avevan dato non piu di tre mesi ..esattamente due mesi dalla morte di Bignè è stranamente guarito! nel senso che il suo cuore rimane con il difetto ma il liquido che lo circondava e che era talmente tanto da non dar speranza ,è stato riassorbito! Bobò è il miracolato della vet,son rimasti tutti, ma proprio tutti a bocca aperta! il 26 giugno ,il giorno dell’ ecocardio,, non aveva piu niente! credo di essermi finita di lacrime! Ora non prendete queste mie parole come se fossi una squilibrata,no! è solo che da lì in poi ho capito, anzi ho sentito che LEI mi aveva e mi stava insegnando…Da quel giorno ho capito che niente è lasciato al caso, e che dovevo imparare a vivere serenamente con quella che è la realtà di un coniglio, e cioè imparare ad accettare che si ammalino a essere piu serena ad accettare la loro natura! Già da tanto tempo ho imparato ad affrontare e a capire quando è in arrivo una colica e a intervenire con le medicine!ma quella volta il caso ha voluto che sottovalutassi..Per me Bignè è presente ogni giorno , e ogni giorno la ricordo con serenità,anche se non nego che ci sono situazioni o momenti in cui piango e mi dispero perchè so che non tornerà ,ed è qui che capisco che nonostante i ricordi siano sereni io ancora non son fuori da questo dolore! Questo link è il mio pensiero e le mie parole che esprimono il mio dolore e il brutale distacco di quel giorno! spero che possiate vederlo!
    https://www.youtube.com/watch?v=dq2YFGJy0xU

  10. Anche le persone spesso reagiscono al lutto con un eccesso di attività, anche se è diverso dalle “danze” dei conigli: capita ad esempio agli “organizzatori” quelle persone che passano i primi giorni di lutto ad organizzare il funerale e tutto l’ organizzabile ma c’è anche chi cammina per ore, chi addirittura corre (è narrato molto bene in un libro “Le emozioni difettose” della Anderson). Sono modi per sfogare la tensione nervosa, la paura. Per il resto concordo con tutto quello che hai scritto, in pieno. E di certo sanno moltissime cose che noi non sappiamo queste creature meravigliose!

  11. Articolo interessante anche se non possiedo una coppia di conigli ma solo uno. Un articolo su come elaborare il lutto della perdita del proprio amichetto peloso è già stato fatto se non ricordo male. Per esperienza personale posso dire che ho perso una coniglia di solo 4 anni (alcuni anni fa) ma abbiamo sofferto molto, soprattutto perché ci siamo scontrati con l’insensibilità di chi ci ride sopra facendo ilarità sul fatto degli arrosti con le patate…Oggi ho un altro peloso che gira per casa ( da circa 5 anni ) e soffro terribilmente al solo pensiero del momento in cui ci lascerà. Non sono solo animali: sono membri della famiglia, sono amici, sono entità con le quali abbiamo costruito negli anni un rapporto unico. Ogni giorno è un giorno in più donato, come del resto è tale per le persone che amiamo.

  12. Grazie Romy per questo bellissimo articolo, io ho un solo coniglietto e perciò non dovrò affrontare la situazione che tu hai descritto, ma per chi la deve affrontare penso che sia veramente una dura prova,dover assistere al dolore del compagno/a che rimane. Ciao Romy continua così,ti seguo anche su Facebook. Rosilvia Scopesi

  13. Non è che ci sia un tempo consigliato. Dipende da come reagisce il coniglietto rimasto solo alla perdita del proprio compagno.
    Ci sono conigli che, se gli si dedicano le giuste attenzioni e gli si concede qualche ora con il compagno morto per realizzare la situazione, già dal giorno dopo sono pronti per accogliere un nuovo amico.
    Ce ne sono altri che invece hanno bisogno di più tempo.
    La difficoltà spesso sta proprio nel riconoscere le reazioni del nostro coniglietto per capire se può essere il momento giusto o meno per presentargli una nuova creatura.

  14. Molto interessante e utile. Ho una domanda a riguardo: “A volte possono servire anche settimane o mesi perché il coniglietto rimasto solo se ne faccia una ragione. Tentare di inserire in questo periodo e in queste condizioni un nuovo soggetto per ricreare la coppia, seppure con buonissime intenzioni, porterà con grande probabilità a comportamenti distruttivi e aggressivi.”

    Quindi c’è un tempo consigliato prima di prendere un nuovo/a compagno/a? A me era stato consigliato da amici che ci sono passati e anche dal vet di prenderne subito un altro. 🙁

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