Giu 272011
 

la mia prima cabriolataCiao nigli e bipedi al seguito,
devo assolutamente raccontarvi la mia ultima esperienza, perché è stata qualcosa di STU-PE-FA-CEN-TE!

Ieri era una splendida giornata di sole e la mamma e il papo mi avevano anticipato che mi avrebbero fatto una sorpresa per farmi fuggire dalla calura estiva della città, umida e soffocante (anche se sto cambiando il pelo e va un pochino meglio) e per portarmi in un paradiso terrestre. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma quello che è successo è stato proprio fenomenale!

Siamo partiti al mattino presto. Di solito non mi dà fastidio girellare in macchina, ma l’auto del papo non mi fa stare tanto bene, perché mi fa sentire come se fossi in una bolla di sapone che fluttua nell’aria. Tuttavia, ho notato subito che mancava qualcosa: il tettuccio!

La mammotta mi ha accomodato in un cestino, tra i suoi piedi, davanti al sedile del passeggero.
Il papo guidava e devo proprio ammettere che questa volta ha guidato davvero bene!

Appena partiti, ci siamo fermati quasi subito: c’erano un sacco di automobili come quella su cui viaggiavo io. Erano tutte senza il tetto! Sentivo la mammotta e il papozzo parlare con amici e congratularsi perché un sacco di umani partecipavano a questo raduno di auto cabrio…
Tante persone sono venute a salutarmi. E’ stato entusiasmante, perché, anche se essere così tanto al centro dell’attenzione a volte mi spaventa e mi stressa un po’, ero il protagonista del giorno.

Uno strano bipede aveva anche un aggeggio in mano e quando ci parlava dentro la sua voce risuonava forte, potente e chiara. Quando mi ha visto in braccio alla mammotta si è messo a urlare: “Abbiamo anche la mascotte! Abbiamo anche la mascotte!” . Non so bene cosa volesse dire, ma subito dopo si è avvicinato a me e continuava ad accarezzarmi e a chiedere alla mamma se fossi vero o finto. Che tipo strano?! Certo che sono vero, come si fa a scambiarmi per un peluche? – poi la mamma mi ha spiegato che la gente fa così perché non è abituata a vedere coniglietti in giro come me e che siccome sono troooooppo bello non sembro nemmeno vero…

Una volta partiti sul serio, mi sono accomodato ben bene nel mio cestino. Avevo tutto: la mammotta e il papo, un posticino comodo e tranquillo in cui stare, con la mia lettiera preferita nel caso mi fosse scappato qualche bisognino, le mie erbette e la mia catalogna da mangiare se avessi avuto fame e il beverino a portata di mano (di Romy) se avessi avuto sete.

coniglio nel cestino o trasportinoChe meraviglia, la macchina non andava troppo veloce, ma sentivo lo stesso l’arietta che mi scompigliava il ciuffo sulla testa e anche un po’ i peletti del codino.
All’inizio il sole mi batteva sulla schiena e con la pelliccia che mi ritrovo, nonostante la muta, sentivo un po’ caldo. Inoltre, mentre mi abituavo alla macchina avevo tutto il mento e il nasino bagnati. Ogni tanto Romy mi passava un fazzolettino per asciugarli e stavo subito meglio. A un certo punto mi ha anche bagnato le orecchie con un po’ d’acqua e da lì tutto è andato di bene in meglio: il sole ha smesso di picchiare e man mano che salivamo in quota l’arietta era sempre più fresca.

Dopo un paio di ore siamo arrivati alla meta. Gli umani si fermavano a mangiare in un ristorante, vicino al Passo Croce Domini, così sono sceso dalla macchina.
Romy mi ha raccolto dei ciuffi di erba di montagna e me li ha messi nel cestino, in modo che anche io potessi pranzare insieme a tutti gli altri. Oh, amici, non avete idea di come sono stato trattato! Mi sentivo proprio un pascià!
Ero nel mio cestino, vicino alla mamma e al papo, su un davanzale di una finestra. Ogni tanto mi alzavo per sbirciare fuori: c’era un paesaggio stupendo e un sacco di fiorellini e l’aria fresca entrava dalla finestra lievemente aperta. Ho mangiato catalogna e finocchio e quella squisita erba di montagna, che non ha niente a che vedere con quella di città o dei paesini in cui sono stato. Un profumo così allettante! Un sapore così intenso! Una consistenza croccante! Mi sentivo in paradiso!
Ogni tanto ho anche schiacciato un pisolino, perché il pranzo degli umani è stato lunghissimoooo…

Terminato il pranzo sentivo parlare del ritorno. Papo e mamma parlavano di fare un’escursione, in modo da lasciarmi anche un po’ a pascolare nei prati montani, a respirare aria buona e mangiare erba sana. Non vedevo l’ora!

Mi hanno ricaricato in macchina e siamo andati ancora più su, fino ad arrivare ai Radar di Passo Croce Domini. Poi mi hanno scarrozzato nel cestino per un tratto, perché loro dovevano proseguire a piedi e arrivati a destinazione sono stato liberato!

Ah… che paradiso! Ero immerso in quell’erba deliziosa, circondato da fiori gustosi e invitanti!

coniglio che mangia erba

Mamma Romy teneva sempre un occhio su di me, perché temeva che mangiassi qualche fiore velenoso o tossico per me, ma mi lasciava libero di scorrazzare dove volevo. Mi ha anche fatto un sacco di fotografie (in una ha anche ritratto il mio didietro peloso – che vergogna!)!

Sul tardi si è deciso di fare ritorno a casa. A dir la verità ero un po’ stanco, perché la giornata era stata lunga, ma mi spiaceva lasciare tutta quell’erba gustosa… Però dovevamo ripartire, così mi hanno ricaricato in macchina e abbiamo percorso tutta la strada per tornare a casa.

Durante il viaggio di ritorno mi sono addormentato: la temperatura era perfetta, avevo mangiato, bevuto, lasciato le mie palline nei prati di montagna… Come siamo giunti a casa sono uscito da solo dal cestino, perché ho riconosciuto il mio terrazzino e la mia gabbia, dove sono subito entrato per riposarmi nel comfort del mio habitat familiare.

Che dire: ho passato la notte a mangiucchiare fieno e a sonnecchiare e posso assicurare agli umani che i conigli sognano! Ve lo assicuro perché io non ho fatto altro che sognare quell’erba deliziosa, i fiori colorati e succosi e l’aria che mi spettinava il codino e il ciuffo e mi faceva fresco alle orecchie.

E’ stata proprio un’esperienza straordinaria e sono davvero felice che mamma Romy e papozzo mi abbiano portato con sé. Mi sarei annoiato a morte a stare a casa da solo e sempre con le stesse cose da fare… al caldo, all’afa…

E’ stata la giornata più bella della mia vita e mi auguro proprio che quando sento parlare mami e papi delle vacanze in campeggio si tratti di qualcosa di bello come la mia prima cabriolata!

Nigli, mi raccomando, fate capire come potete ai vostri umani che possono e devono portarvi con loro quando se ne vanno a zonzo, perché anche se magari il viaggio può essere un po’ stressante, anche noi abbiamo diritto a vivere queste magiche esperienze!

Una slappatina a tutti,

Yogurt

P.S. Se vuoi vedere le fotografie della giornata, seguici anche su Facebook alla pagina di Addestrare Conigli.

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  6 Responses to “La mia prima Cabriolata in Maniva”

Comments (6)
  1. è stata proprio una bella gita , non è vero Yogurt?
    ti invidio proprio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    un bacio stefania e Milù

  2. grazie mille Romy!
    il clicker non l’abbiamo trovato, infatti abbiamo rimandato a settembre l’addestramento, in modo di riuscire a trovarlo.
    se così non fosse, farò l’acquisto in internet integrando con qualche altro oggetto, altrimenti mi tocca pagare più di spese che altro 🙂
    proverò a prenderlo come mi hai detto tu.
    stamattina , come ogni mattina, prima di andare a lavoro, ho lasciato libero Attila e ha iniziato a infilarsi nel tunnel, dove io lo aspettavo con una ricompensa; beh lo ha fatto per 4 volte (di solito non lo fa mai così tante volte consecutivamante), ma il furbetto ha capito che così facendo poteva accaparrarsi il suo premio.
    per quanto riguarda il viaggio, come i dicevo, sarà il primo, viaggeremo di sera e durerà 3 ore; farò come mi hai suggerito tu, lo terrò ai miei piedi col trasportino aperto.
    per il guinzaglietto vedremo…speriamo capisca che è per fargli mangiare l’erba e scavare un pochino. non facendosi prendere, non mi fido a lasciarlo libero, ho paura che non si faccia più riprendere!
    ciao e grazie ancora!

  3. Ciao Romy & Yogurt!
    Che dire…una gita stupenda, per entrambi!! Che bel racconto!
    La mia piccola nana è sempre libera in casa…anche la notte la sistemiamo in bagno (d’inverno) e in taverna al fresco (d’estate).
    D’inverno esce mai fuori all’aria aperta, per mia paura degli sbalzi di temperatura…anche se so che alcuni non si fanno problemi e portano i pelosi anche sulla neve!! Sarebbe bellissimo, ma ho sempre paura che si ammali! (Mamma iper – protettiva!!)
    Appena arriva la primavera usciamo in giardino, che però non essendo chiuso e potenzialmente pericoloso per le piante velenose, non è un luogo che mi rassicura! Quindi…sempre con il guinzaglio! Non fa i capricci quando lo mette, solo a volte punta un po’ i piedi…ma poi una volta in giardino corre, salta…e io che faccio altrettanto per stare dietro ai suoi movimenti!!
    Mi piacerebbe tanto portarla a fare una gita, visto che sopporta bene anche il guinzaglio (libera, so che sbaglio, ma non mi fiderei mai a lasciarla)…ma ho paura 1) per il tragitto in macchina. Cappie per fare qualche km per andare dal veterinario trema sempre! 2) per gli animali “pericolosi”. Non so tu, ma in ogni posto dove io vada c’è sempre un cane!! Parco, montagna, mare, lago…sempre! E sopratutto in montagna (la meta che vorrei raggiungere con Cappie) spesso i cani sono liberi…!
    Va bene tutto, ma non esistono solo loro!
    E poi, Cappie, quando è in un posto nuovo…sbatte i piedi fortissimo e spalanca gli occhi! Sintomi di paura!
    Cosa mi consigli Romy?

    ps. con il clicker sta facendo un “sotto” quasi perfetto…il problema è che lo fa continuamente…senza che io gli dica “sotto”!!! Appena vede lo scatolone si infila dentro e esce fuori…e poi viene a riscuotere il premio!

    ps. 2 bellissimo Yogurt e fortunatissimo!

  4. Cara Alessandra, effettivamente, a meno che Attila non sia già abituato a stare libero (seppur sotto la tua sorveglianza), il guinzaglietto è d’obbligo. Specialmente in posti nuovi, che non conoscete bene e per cui non sai dove potrebbe andare a cacciarsi. Il problema del guinzaglio, almeno quello che ho io, è che non tutti i conigli lo tollerano: alcuni ci convivono così bene che sembra che non gli interessi averlo o meno; altri lo sopportano per necessità, ma ne soffrono; altri ancora non lo possono nemmeno vedere. Yogurt per esempio è a metà strada tra quelli che lo sopportano e quelli che non lo tollerano. Perciò evito di metterglielo. L’ho abituato a starmi vicino, a non allontanarsi troppo da me, ma soprattutto sono io che gli sto appiccicata come una cozza e lo tengo sempre d’occhio affinché non si cacci nei guai.
    Sul fatto di prenderlo in braccio, il “gradimento” del coniglio dipende un po’ da come è stato abituato fin da piccino: i conigli non amano essere presi in braccio, perché l’essere sollevati da terra gli ricorda l’atto dei rapaci che li predano e li portano in volo per poi mangiarseli.
    Se però un coniglio viene “manipolato” spesso fin da piccolo, si abitua all’idea che il prenderlo in braccio non lo porterà alla morte. Se Attila non gradisce, prova a prenderlo da terra mettendoti al suo livello: non sollevarlo stando in piedi o sopara di lui, ma inginocchiati e prendilo standogli di lato. Mettigli una mano sotto il petto, praticamente sotto le “ascelle” e l’altra sotto al sederotto, per dare supporto e sostegno alle zampe posteriori, che così non resteranno penzoloni e non lo faranno sentire a disagio.
    Il clicker training potrebbe esserti molto utile per insegnargli a lasciarsi prendere in braccio, ma potrebbero volerci alcuni giorni e qualche esercizio, insomma un po’ di pratica, prima che consolidi il comportamento e si fidi ciecamente (dipende da quanto tempo avete prima di partire per le vacanze).
    Infine, in automobile, se ha così paura, prova a stargli vicino con lo sportello del trasportino o della gabbia aperto. Così si sentirà meno in prigione e tu potrai accarezzarlo e tranquillizzarlo. Se anche così non va, prova a tenerlo in braccio (occhio però: l’auto deve essere rinfrescata dall’aria condizionata o dall’aria esterna sennò ha troppo caldo). Se ancora non dovesse funzionare, puoi provare a coprire il trasportino o la gabbia con un telo di cotone, in modo che non veda cosa accade fuori, così non dovrebbe più agitarsi e spaventarsi eccessivamente.

  5. ciao a tutti!
    io e il mio ragazzo porteremo il nostro niglietto Attila via per la prima volta; abbiamo provato altre volte a fare un piccolo tragitto e all’arrivo tremava come una foglia per mezz’ora; poi magicamente si riprendeva.
    la mia titubanza sta nel fatto di non riuscirgli a mettere il guinzaglietto per fargli mangiare l’erba…non si è mai fatto prendere in braccio (abbiamo capito che non è di suo gradimento). avete consigli da darmi per prenderlo in braccio e mettergli il guinzaglietto.
    grazie e buona serata!

  6. bravo yogurt tu sei molto buono e ubbidiente io sono birichino vado volentieri con mamma e papa’ ma col guinzaglio perche se no io scappo

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