Malattie neurologiche

 

Un giorno torni a casa da scuola/dal lavoro e trovi il tuo orecchiuto piegato in due che non riesce a muovere un passo senza rotolare. Un altro passi tutto il tempo a ridere delle sue espressioni sciocche.

In realtà il tuo peloso non sta giocando: in entrambi i casi si tratta di sintomi neurologici, magari dovuti addirittura alla stessa malattia che colpisce con intensità diverse o alla quale un  coniglio reagisce in maniera diversa da un altro.

Tuttavia, sintomi uguali, anche molto evidenti, possono essere causati da malattie diverse.

Il solito consiglio: impara a conoscere il tuo coniglio e il suo modo di comportarsi e comunicare. Solo così puoi notare subito quel cambio di espressione, quella luce strana nello sguardo, quel modo diverso di tenere le orecchie o le zampe; tutti campanelli d’allarme da non sottovalutare.

Le patologie a carico del sistema nervoso centrale sono frequenti nei conigli e sono spesso associate a problemi di altra natura secondo un criterio di causa-effetto bidirezionale: molte patologie causano problemi neurologici, e disturbi al sistema nervoso centrale possono dare risposte cliniche a livello di reni, pelle o sistema gastro-intestinale.

Encephalitozoon cuniculi

É la causa più frequente. Torcicollo, problemi di equilibrio e deambulazione, paresi posteriore, sordità e cecità.

L’Encephalitozoon cuniculi è un micro organismo della famiglia dei Microsporidi, che per sopravvivere deve parassitare le cellule dell’ospite infettato. Non colpisce solo il coniglio e i Lagomorfi, ma è stato segnalato in diverse altre specie di animali quali cavie, topi, criceti, pecore, maiali, cani, gatti, volpi blu, primati e uccelli.
La trasmissione avviene principalmente tramite ingestione di cibo contaminato da feci e soprattutto urine contenenti le spore. Una volta nell’intestino il parassita penetra all’interno delle cellule ed inizia una prima replicazione e la distribuzione nell’organismo infettato verso gli organi bersaglio rappresentati da cervello, reni, cuore e, occasionalmente, fegato.
Dopo 4-6 settimane dall’infezione, compaiono in circolo gli anticorpi ed inizia l’eliminazione delle spore con le urine, fonte di infezione per gli altri conigli.
Un coniglio da compagnia sistemato in casa, senza contatti con altri animali, difficilmente viene contagiato.
I conigli sotto i quattro mesi di età possono invece aver contratto il parassita dalla madre e quindi possono essere eliminatori di spore con le urine, anche in mancanza di segni clinici evidenti. E’ quindi consigliabile tenere isolati i coniglietti giovanissimi da eventuali altri conigli presenti in casa, finché non hanno raggiunto i 5 mesi di età.
E’ invece improbabile che un coniglio adulto sano sia contagioso (cioè che elimini il parassita con le urine).
I sintomi sono diversi: in alcuni casi il coniglio non presenta alcun sintomo, mentre in casi estremi giunge alla morte estremamente rapidamente.
Il sintomo più comune è rappresentato dalla testa inclinata da un lato, o torcicollo, seguito da problemi ai reni e agli occhi. Il “torcicollo” riconosce diversi gradi di gravità: dalla semplice lieve inclinazione della testa sino all’incapacità di mantenere l’equilibrio.
I sintomi a carico del Sistema Nervoso Centrale possono variare molto: si possono osservare difficoltà e incoordinazione motoria, movimenti anomali degli occhi (nistagmo), tremori degli arti o parti del corpo quando l’animale è a riposo sino a convulsioni e, come detto precedentemente, alla morte improvvisa.

Questi sintomi comunque, non sono esclusivi dell’encefalitozoonosi,; possono infatti essere causati anche  da altre patologie come l’infezione da Pasteurella, da Toxoplasma, otiti esterne, traumi e neoplasie.

Pasteurellosi

Pasteurella multocida è un coccobacillo Graam negativo, immobile, molto piccolo, trasmissibile per vie diverse e altamente contagioso. Nei conigli domestici, l’infezione vera e propria si manifesta raramente, di solito come complicazione secondaria di altre patologie.
Durante il periodo di latenza il batterio può riposare nelle vie respiratorie superiori e nelle mucose nasali; ciò rende più facile il contagio. Quando una patologia, un periodo di stress, una gravidanza o una carenza alimentare abbassano le difese immunitarie del coniglio, il batterio può proliferare e non appena la sua concentrazione raggiunge un livello critico si scatenano i sintomi: disturbi vestibolari, torcicollo, cecità, causati quasi sempre da ascessi alle bolle timpaniche o retrobulbari, con interessamento dei nervi facciali, riniti, congiuntiviti, scoli nasali e lacrimali (epifora) che possono assomigliare molto a quelli provocati da problemi dentali. Ecco perché a volte è anche difficile diagnosticare la malattia. Si possono inoltre sviluppare dacriocistiti (infiammazioni dei sacchi lacrimali) e ascessi, in verità la manifestazione clinica più frequente con locazione diversa (reni, utero, testicoli, vagina) che rende più o meno grave la prognosi.
Quando sono interessate le bolle timpanich si possono osservare sintomi come perdita dell’equilibriotorcicollo del tutto sovrapponibili ai sintomi neurologici propri dell’Encefalitozoonosi (una lastra alle bolle timpaniche è utile per la diagnosi).
A livello più profondo, nei casi più gravi, si possono sviluppare pericolose polmoniti, o pleuropolmoniti, spesso senza sintomi palesi e proprio per questo, il più delle volte, mortali.

Non esiste una cura specifica per la Pasteurellosi. Tuttavia una terapia antibiotica sufficientemente lunga e un adeguato trattamento sintomatico possono riportare il coniglio in discrete condizioni di salute.

Le forme particolarmente violente di Pasteurellosi, come quelle polmonari, sono davvero molto rare nei conigli di casa. Molto più frequenti sono le formazioni di ascessi facciali e dacriocistiti. In questi casi, se il coniglio non risponde ad una terapia antibiotica, si può intervenire chirurgicamente sulla parte interessata: asportazione dell’ascesso, delle ghiandole interessate o dell’intero occhio, se necessario, con prognosi a volte favorevole anche se spesso recidivante.

Nei casi di torcicollo dovuto ad infezioni o ascessi alle bolle timpaniche la chirurgia è altamente sconsigliata. Si può tentare una terapia antibiotica e antinfiammatoria che può riportare il coniglio in piena efficienza pur non risolvendo, molte volte, il problema al collo. Per il coniglio, la testa inclinata, se non ci sono altri disturbi, non rappresenta assolutamente una grave menomazione.

Otiti

Sono infiammazioni temporanee delle bolle timpaniche che possono portare torcicollo.

Tumoritraumitoxoplasmosi

Danno sintomi simili ma sono fattori scatenanti più rari.

Il trattamento di disturbi del sistema nervoso centrale dipende ovviamente dalla diagnosi. In genere si consiglia un trattamento sintomatico da affiancare a quello specifico per la causa.

 

In ogni caso, se noti un comportamento anomalo nel tuo coniglio, quel qualcosa di strano che non sai spiegare, ma sai che c’è, corri dal veterinario.
Meglio un falso allarme in certi casi piuttosto che disperati tentativi di curare l’incurabile.

 

 

  18 Responses to “Malattie neurologiche”

Comments (18)
  1. Credo di averti risposto a un altro commento…
    Io non sono veterinaria, ma quando ci sono spasmi o contrazioni muscolari, propendo sempre per problemi neurologici.
    Il tuo veterinario è esperto in esotici? Non ha eseguito un prelievo per fare il test per l’encefalite?
    Come sta la coniglietta ad oggi?

  2. E’ molto probabile che come dice il veterinario si tratti di un problema neurologico. Fondamentale essere tempestivi.
    Mi auguro che il veterinario abbia proposto visita approfondita, con esami specifici per encefalitozoon o altro.

  3. salve a tutti… Ho portato la mia coniglietta dal veterinario, avevo notato che i muscoli dell’occhio, bocca ed orecchio si contraevano. Il veterinario ha pensato ad un infezione del dente, quindi gli ha prescritto un anti infiammatorio ed uno sciroppo da prendere per una settimana. Dopo una settimana l’ho riportata per un controllo e mi ha detto che era migliorata, ma in questi giorni ho notato che ci mette molto tempo a mangiare un pezzo di carota, inoltre è come se avesse perso sensibilità all’occhio sinistro, non lo chiude del tutto…
    Non posso nascondervi che sono molto preoccupata..
    a qualcun’latro è capitata questa esperienza??

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