Gen 282013
 

coniglio che lecca la manoLo spunto per questo articolo me lo ha dato una ragazza che mi ha scritto per chiedermi consigli su come predisporre al meglio l’alloggio per una coppia di conigli che vorrebbe adottare, perciò la ringrazio (sicuramente lei si riconoscerà).

Non vorrei passare per ingenua, ma già una persona che pensa di adottare una coppia di conigli è una notizia meravigliosa. Almeno per me.

Se poi la persona dimostra anche di essere dotata di buon senso e sensibilità, di volersi occupare con serietà dei conigli che adotterà, facendoli seguire da un medico veterinario esperto in animali esotici, di preoccuparsi di chiedere suggerimenti e consigli su come trattarli al meglio possibile, nel rispetto delle loro caratteristiche ed esigenze, cosa si può volere di più dalla vita?

Spesso però le buone intenzioni, anche se dimostrate, sembra non bastino e a guastare la “festa” intervengono i pregiudizi, le discriminazioni e una specie di pessimismo cosmico dettato da esperienze negative pregresse che, invece di proteggere i conigli, non fanno che alimentare, a parer mio, l’astio, produrre noia e fastidio, oltre che contribuire a “tirarsi addosso” una cattiva reputazione (con le conseguenze connesse).

Non ci stai capendo niente? 🙂

La ragazza in questione è macchiata dalla grave colpa di avere dei cani, il che la rende una candidata assolutamente improponibile per l’adozione di una coppia di conigli.

Sono davvero molti i casi che mi sono capitati, sia direttamente, che indirettamente, in cui varie associazioni sul territorio hanno negato l’adozione o l’affido di conigli a persone che hanno dei cani in casa.

In quest’occasione, voglio dire come la penso io.

E’ ovvio che non sono così ingenua da pensare che “il primo che capita” vada bene per adottare un coniglio.

Quante volte ho ripetuto e insistito che i conigli non sono animali per tutti? Servono persone dotate di particolare sensibilità e buon senso per affiancare un coniglio.

D’altra parte mi sembra che negare a un coniglio la possibilità di essere adottato, di trovare una casa, una famiglia e una relazione affettiva e a una persona la gioia di donare amore, tranquillità e serenità a un animale sia un gesto veramente poco sensibile e non so quanto davvero abbia a che fare col buon senso.

E’ chiaro che prima di dare in adozione un animale va valutata la situazione e la persona o la famiglia che si è resa disponibile all’adozione; è chiaro che vanno considerati diversi aspetti e che i fattori che incideranno sulla decisione di “cedere” l’animale agli adottanti sono parecchi.

Bisogna capire se le persone sono disposte a seguire e curare l’animale, a rivolgersi a veterinari specifici, a garantire all’animale le condizioni di base di rispetto, necessarie al suo benessere (dall’alloggio, all’alimentazione, dalla salute al benessere psico-fisico…), ma non mi sembra che discriminare le persone perché hanno dei cani, piuttosto che dei gatti, piuttosto che dei bambini o altro sia corretto.

Moltissime volte vedo negare la possibilità di adottare dei conigli a chi ha degli animali potenzialmente “pericolosi”.

E’ vero che il coniglio è una preda e il cane (o il gatto, o l’uomo!) è un predatore, ma non significa che non possa essere possibile una serena ed equilibrata convivenza.

E’ vero che il coniglio è una preda, ma non vuol dire che se c’è un giardino a disposizione in cui farlo scorrazzare, non ce lo si può mettere perché – “Ommioddio! E se arriva un falchetto/una volpe/una faina/un gatto di notte?”.

E’ vero che il coniglio è più delicato di altri animali, ma non vuol dire che se ci sono in famiglia dei bambini di età inferiore ai 15 anni, lo stresseranno a priori a più non posso e gli faranno passare l’inferno.

Credo che invece di vietare e rifiutare e negare, il ruolo di chi è in cerca di una famiglia per i conigli dovrebbe essere quello di valutare e contestualizzare. Sempre. Se necessario, fare dei sopralluoghi, dei preaffidi, anche più di una volta e conoscere più approfonditamente il candidato che si è offerto di adottare.

Credo che la serietà si misuri dalla capacità di valutazione e di presa di consapevolezza, dall’eventuale assunzione di rischio e dall’abilità, se mai, di limitare i rischi per incrementare gli esiti positivi.

Credo che il ruolo delle persone (privati o che operano in associazioni di volontariato) a cui è chiesto in adozione un coniglio debba essere quello di “consulenti” che sostengono il processo di inserimento dell’animale nella famiglia e nella società, debba essere propositivo e di mediazione, di valorizzazione e di integrazione dell’animale, non di pregiudizio e di negazione.

Ritengo indispensabile l’affido responsabile, ovvero che ci sia da parte di chi chiede di adottare un animale, nel nostro caso dei conigli, la conoscenza dell’animale che vuole adottare; conoscenza come assunzione di responsabilità.

Ma soprattutto ritengo che sarebbe più utile da parte di chi ha a cuore il benessere degli animali lavorare maggiormente sul concetto di fiducia: fiducia nelle proprie capacità di mediazione; fiducia nei confronti delle persone che dimostrano di avere sensibilità e responsabilità; fiducia nei confronti degli animali che “cedono”, nella loro capacità di adattamento e nel loro desiderio di abbandonarsi alle cure di persone consapevoli; fiducia nei confronti degli animali già presenti nelle case di queste persone, nella loro capacità di comprendersi, interagire e comunicare, anche inter-specie.

Tu cosa ne pensi? Sono curiosa di conoscere la tua opinione in proposito e magari può anche essere l’occasione per raccontare una tua esperienza personale.

Lascia un tuo commento qui sotto e condividi questo articolo sul tuo social network preferito se pensi che possa essere  utile anche ai tuoi amici.

Alla prossima,

Romy & Yogurt

 

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  28 Responses to “Quando serve la fiducia…”

Comments (28)
  1. ciao Romy
    sono stata mesi a chiedere l adozione per diverse coppie di coniglietti bisognosi presso varie associazioni…e nn so quanti moduli ho comunque riempito
    alcune non mi hanno nemmeno degnata di risposta
    altre si
    con qualcuna anche telefonicamente instaurando un bel rapporto
    ma…aime’ con nessuna sono riuscita ad arrivare al dunque
    io ho tre cani raccolti per strada 6 anni fa e quella volta che esco loro vengono con me…si sono per strada aggiunti 4 cocoriti…
    per qualcuno i conigli che al momento erano adottabili avevano avuto problemi seri o meno seri con dei cani e quindi li avremmo sottoposti ad inutile stress e sofferenza, essendone terrorizzati, e altri pur a fargli comprendere e mettere a disposizione la casa, praticamente mi dicono che nn ci sono volontari nella mia zona che possano controllare la mia situazione e quindi nulla, pur offrendomi io di affrontare il viaggio… con altra avevo gia risolto quando mi offrirono la possibilita’, .alla fine ebbi la notizia di un allevamento che stava per chiudere e ne vado a prendere due…che ora vivono con noi in casa (in due stanzette separate per il momento sperando di riuscire ad affiancarli…e dormono con la lucetta da notte…le cagnoline nella loro stanza hanno pure la web per poterle controllare a distanza!) e con il resto della truppa.
    ho organizzato un loro spazio per la notte ognuno al suo posto, noi compresi!
    e a turno tutti con noi…non ho piu molto tempo per me…ma siamo felicissimi del nostro branco
    pero ci rimasi molto male quando mi furono negate delle adozioni, sono una ex volontaria…di cagnolini…mio marito lo e’ diventato appresso a me! imparando l amore per gli animali…ho salvato due volpi…insomma…!
    pero con il passar dei giorni ho compreso pure che magari e’ stato il loro istinto iperprotettivo a farle decidere…ma almeno l educazione di rispondere!

  2. Grazie Per il tuo preziosissimo contributo Lilla-Roberta 🙂
    ne approfitto per facilitare le cose a tutti: ecco il link di “Spuntino tra amici” http://youtu.be/b9xyVhY3Nu0

  3. Ritengo che queste associazioni debbano personalmente visionare il luogo dove andrà ad abitare il conoglietto.
    Io ho oltre a Lilla, un pastore tedesco, ed una meticciona, e sono riuscita, dopo tanto lavoro a far convivevere tutti e tre in un clima sereno e con armonia.
    ritengo comunque molto necessario saper gestire i propri cani, essere sicuri di essere considerati da loro il “capobranco”. Non vuol dire nente “il mio cane non ha mai fatto male ad una mosca”, dopo possono subentrere gelosie oltre all’istinto di quest’ultimo.
    La mia meticciona è stata una randagia e quindi ogni animaletto che passa dal giardino, purtroppo, se non ci sono io, non la scampa molto facilmente.
    Io mi sono fatta aiutare anche dall’addestratore del mio pt, facendolo venire a casa, ad aiutarmi e ad insegnarmi come gestire la cosa.
    Adesso la mia Lilla, essendo cresciuta con questi due bestioni, spesso fa anche troppo l’intrepida, andando a rosicchiargli le unghie, saltandogli sopra per arrivare più in alto per saltare sui mobili, e la cosa che mi ha stupito, ma lì ho anche avuto paura, è stata quando è andata a mangiare nella ciotole del cane….ma il maschio in segno di rispetto si è allontanato.
    Ritengo che chi decide di adottare un coniglio con in casa dei cani, alla prima difficoltà si faccia aiutare da qualcuno immediatamente…..
    Bacioni a te Romy ed a Yogurt.
    Se hai tempo vai su youtube e cerca “Yago & Lilla” e da lì “Spuntino fra amici”…se hai la possibiltà fallo vedere alle persone di queste associazioni..

  4. La fiducia è importantissima praticamente in qualunque ambito della vita, e proprio per questo è così difficile sia darla che riceverla. Purtroppo non credo che tutte le associazioni possano permettersi di valutare con spirito obiettivo tutte le famiglie con cui hanno a che fare, specie se si tratta di associazioni piccole e con poco personale a disposizione. Magari non hanno la disponibilità materiale, per un discorsi più aperto come quello che proponi tu.

    Ma è anche vero che non tutte le persone sono uguali, stessa cosa per i possessori di un cane o un gatto. Può capitare un gatto cacciatore o uno buono come il pane che non farebbe male nemmeno ad un pulcino, così come può capitare un chihuahua che assale ogni essere vivente che passa per casa e un rottweiler che gioca dolcemente con bambini piccoli. I casi vano valutati, come dici tu, generalizzare è ssemplicemente folle. In fondo non credo che ci voglia molto: un video o una foto spesso possono valere come prova del buon carattere del cane o del gatto, e quindi si potrebbe tranquillamente procedere con l’affido di un coniglio.

    Francamente non mi fiderei molto di un’associazione che NON fa domande al riguardo, che non dialoga, che non si interessa alla famiglia e si preoccupa più di disfarsi di più animali possibili che della loro sistemazione. Qualche tempo fa ho contattato la AAE Conigli per un affido, sembrava volessi adottare un bambino per tutte le domande che mi hanno fatto 😀 e le ho apprezzate, perchè si vede che ci tengono alla salute dei loro piccoli lapini. Purtroppo abbiamo rimandato l’affido per problemi in famiglia, ma spero di poterli risentire ancora, un giorno.

  5. Sono pienamente d’accordo con te Laura! Grazie della tua testimonianza preziosissima!

  6. Non sono d’accordo sul discriminare a priori un affidamento perché in casa potrebbe esserci un “pericolo” per il piccolo peloso. Sono d’accordo sul verificare se il ” pericolo” in questione sia fondato oppure no.
    Io ho una coniglietta da poco più di un anno che vive libera per casa e convive con il mio cane, un setter inglese! Si, proprio un cane da caccia. E’ paradossale, ma ti assicuro che il mio cane ha un carattere talmente buono e mansueto che ne ha persino paura!
    Questo per far capire che ogni situazione e’ soggettiva e va valutato caso per caso. Perché negare un adozione, quando questa potrebbe significare cura e amore per un pelosetto che ne ha tanto bisogno?!!

  7. Hai proprio ragione Claudia: gli animali domestici, pur conservando le caratteristiche etologiche che li inducono a predare o fuggire si adattano alla vita casalinga e domestica, “perdendo” la necessità di compiere determinate azioni, che invece in natura sarebbero d’obbligo per garantire loro la sopravvivenza.
    E per fortuna, perché in questo modo possiamo godere sia noi che loro dei benefici che derivano dalla condivisione e dallo scambio, dalle relazioni intra e inter specie. >n abbraccio anche a te e a Harvey 😉

  8. Cara Romy, anche questa volta mi trovo a condividere in pieno il tuo articolo (il buon senso è una grande dote) pur non avendo esperienza diretta di convivenza di due animali di specie diverse in casa. Mio fratello che abita vicinissimo a me ha due gatti e, visto che condividiamo una parte di giardino, capita che Harvey e i due gatti si trovino a condividere lo stesso spazio. C’è una naturale diffidenza da parte di entrambi (si incontrano di rado), ma non è mai successo nulla e, semmai, sono i due gatti che dopo poco se la filano e non il contrario. Del resto Harvey non è esattamente un conigliETTO… : )
    Credo che anche gli animali abbiano una dose di buon senso spiccata oltre ad avere un istinto. Gli animali casalinghi sviluppano abitudini un po’ diverse rispetto a quelle che avrebbero se vivessero all’aperto e dovessero procacciarsi il cibo da soli. Diciamo che credo che si adattino bene alle situazioni che si trovano davanti e quali ragioni avrebbero di mangiarsi un coniglio quando vengono sfamati giornalmente dal padrone?! Certo l’istinto avrà anche la sua parte, ma mi sembra che non concedere a loro il beneficio di una certa dose di intelligenza, sia stupido e presuntuoso da parte di noi umani. Sono molto meno stupidi di noi…in tanti casi. Ragione per cui, potendo sfruttare l’occasione, perché non fare amicizia con una razza diversa e imparare a conviverci visto che si vive sotto lo stesso tetto? Non penso siano così ostili all’integrazione come ci piace credere. E poi non stiamo parlando di pitoni…
    Come hai detto tu, valutare e cercare di favorire l’integrazione piuttosto che negare a priori. Questa frase mi trova assolutamente d’accordo. Un abbraccio a te e a Yoghurt. Claudia & Harvey

  9. Grazie Romy per la tua risposta, in effetti ho notato che ultimamente Tippy quando lo sollevo per prenderlo in braccio non brontola più tanto, perchè cerco piano, piano di associare il sollevamento da terra, con il dargli una ricompensa , infatti ora brontola quando lo rimetto a terra, forse vuole farmi capire che in quella posizione stà bene e spetta a lui decidere quando vuole scendere? E’ veramente da sfatare che il coniglio sia un animale pauroso, il mio ha un bel caratterino e non si fa intimorire da niente. Per quanto riguarda la fiducia, io sono una persona che mi propongo verso gli altri in modo positivo, pensando che se una cosa brutta a me non verrebbe in mente di farla, neanche alle altre persone dovrebbe accadere, però purtroppo, devo dire,che non è sempre così, mi è capitato di riporre la mia fiducia verso persone che poi si sono rivelate in modo opposto alle mie aspettative, perciò ora, se devo fare qualche cosa verso un’altra persona,ho imparato che non ci si deve aspettare mai niente e si deve agire in modo altruista. Per quello che riguarda la salute dei miei cari e dei miei piccoli amici a quattro zampe, invece, avendo avuto appunto un’esperienza negativa con alcuni dottori per umani e animali, sono molto attenta e intransigente e disponibile a consultare un altro medico se la prognosi dell’attuale dottore o veterinario non mi convince in tutto. Sulla salute non si scherza, questi lavori sono delle missioni e si dovrebbero scegliere per amore senza guardare al guadagno che si può ottenere. Per esempio mi è capitato di sentire un signore, che dal veterinario, ha dovuto rinunciare a fare operare la sua cagnolina di tumore, per altro già operata in precedenza, perche non aveva possibilità finanziarie per sostenere un’ altra operazione, e il veterinario non accennare minimamente alla possibilità di operarla senza averne nessun guadagno; questo lo considero veramente un atto di poco amore verso gli animali, se hai scelto questo lavoro si dovrebbe in casi come questo far prevalere il cuore e non il borsellino. Ciao un abbraccio e un bacione sul nasino di Yogurt. Rosilvia

  10. Mah! Io sono rimasta molto stranita da questo articolo perché io conosco tanta gente che ha cani come me e ha conigli in casa, e i gatti poi sono prede per i cani allora tanti non vogliono prendere gatti se hanno cani; ad esempio la mia cagna i gatti li rincorre da sempre ma i conigli no: è abituata a Helene e ci gioca. Bisogna solo farli abituare piano piano e protetti; poi i gatti con i conigli vanno molto d’accordo e i gatti tendono a scappare davanti ai conigli ho visto, se non li conoscono. Il mio cane è stato graffiato e morsicato dalla mia coniglia e le prime volte scappava quando la vedeva che si avvicinava; ora sono amiche, già i primi giorni si annusavano e si giravano intorno. Poi so di tanta gente che adotta conigli e hanno cagnolini in casa e stanno insieme e giocano insieme; anche nel sito “la voce dei conigli” vedi foto di coniglietti adottati con cagnolini insieme, l’ ho visto anche in molti video; tutto dipende dal carattere del cane, la mia cagna purtroppo uccide i topi. L’ho già sgridata: non voglio, anche se tutti mi dicono che i topi fa bene a ucciderli, e i gatti anche, se può, li uccide. Dicono tutti che i cani e i gatti sono nemici, che il cane ammazza i gatti, ma non è sempre così se li abitui vivono insieme benissimo, certo la mia cagnolina è piccola e tranquilla, è stata anche maltrattata e picchiata quindi…
    Poi lei vive in giardino con le tartarughe nel laghetto e terrazzo coperto; la coniglia invece in casa a fare la reginetta, insomma questo articolo mi sembra strano. È strano chi ragiona così, ho paura anche io a lasciare Helene incustodita, la controlliamo sempre in giardino e porte aperte sempre, i falchi mi han detto non toccano i coniglietti adulti sono troppo pesanti, i falchi prendono topi, io ne ho visto uno enorme (sembrava un’aquila) appollaiato su un pilastro del giardino che appena mi ha vista è fuggito; allora ho fatto rientrare Helene spaventata e non mi fidavo più a farla stare fuori senza la mia supervisione continuata, ma mi han detto non toccano i conigli i falchi, comunque basta controllarli. A Helene piace gironzolare e dormire tra i fagiolini o sotto la mia sdraio e mangiare, rotolarsi nel prato, è tutto murato e recintato, possiamo stare tranquilli, poi lei, dopo un ora -2, torna sempre dentro e poi torna fuori ma se andiamo via la rifacciamo entrare in casa, solo sotto controllo può stare in giardino. Ciao Romy, comunque secondo me sono ignoranti quelli che dicono che 2 animali di specie diverse non possono convivere, basta guardarsi intorno: ne vedi che vivono insieme anche tra gente che si conosce.

  11. Cara Rosilvia, grazie per aver descritto la tua esperienza. Come ho già risposto ad altri che hanno commentato questo articolo, spero possa essere il motore che darà il via a nuove prospettive, nuovi punti di vista e nuove e migliori opportunità 🙂
    Rispondo alla tua domanda: naturalmente si può abituare un coniglio a “vedere” le nostre mani come qualcosa di positivo, non solo come degli artigli o delle zampone rapaci che lo sollevano per fargli del male, ma anche come delle dolci e morbide dispensatrici di carezze, coccole e cure. Noi attraverso le mani comunichiamo molto con il coniglio: gli forniamo il cibo, lo accarezziamo, lo solleviamo per tenercelo in grembo, lo curiamo somministrandogli le medicine. Sono tutte azioni positive che il coniglio può associare alle mani senza traumi. Naturalmente le modalità di interazione, cioè dei movimenti dolci e gentili, invece che a scatti e nervosi, piuttosto che pressioni lievi, anziché mani pesanti aiutano moltissimo il coniglio a non sentirsi minacciato.
    C’è anche da dire che un coniglio molto giovane (2-3 mesi) che viene ampiamente manipolato e maneggiato (con cura) ha possibilità più rapide di “abituarsi” alle mani “amiche”, ma anche un coniglio già adulto può farlo, magari con un po’ più di tempo e pazienza (a seconda delle sue esperienze pregresse), ma è fuori dubbio che con impegno, amore e rispetto si possa abituare anche un esemplare adulto.
    Ciò non toglie che non tutti i conigli amano essere toccati, esattamente come alcuni umani. In questo bisogna anche saper rispettare le esigenze di ciascuno.
    Un saluto a te e a tutta la famigliola 😉

  12. Ciao Romy, dare la possibilità ad un batuffolo di pelo di trovare una famiglia che gli dia tanto affetto non dovrebbe essere negata a priori per la presenza di altri animali. Io vivo un esperienza diretta; avevo già il mio coniglione Pulce quando ho preso un cucciolone di amstaff…. Certo bisogna insegnare ad entrambi il rispetto dei propri spazi ma ti posso garantire che dopo qualche giorno erano lì che giocavano insieme dandosi tanti baci o magari dormendo sulla stessa poltrona. Credo che gli animali siano molto meno attaccabrighe di molti umani e se viene insegnato loro il rispetto (anche se in questo credo siano più avanti di molti di noi) una bella convivenza potrebbe sicuramente nascere. Ripeto, negare l’adozione a chi vorrebbe prendersi cura di un coniglietto solo perché possiede già un altro animale è ridicolo e crudele nei confronti sia di chi vorrebbe adottare che soprattutto per il pelosino che potrebbe ricevere tanto amore. Un salutone Ale e Pulce.

  13. Romy condivido anch’io le tue idee, io per esempio ho in casa anche un cagnolino arrivato prima di Tippy, infatti Tippy l’ho preso un anno fà, mentre Lucky il mio maltesino ha cinque anni, certo ho preso Tippy perchè ero sicura della bontà di Lucky che è un cagnolino molto dolce e per niente dominante; quando Tippy è arrivato a casa ho comunque tenuto sotto controllo la situazione perchè ho notato un pò di gelosia da parte di Lucky che esiste tutt’ora ma che riesco a mitigare facendo im modo di dividere in parti uguali le mie attenzioni tra i due piccoli, richiamando sempre Lucky dicendogli di fare piano perchè Tippy è più piccolo, quando cerca di giocare con lui rincorrendolo o toccandolo con la zampetta e devo dire che Lucky è molto dolce, gli dà i bacini, và a cercarlo quando non lo vede si comporta come un fratellino maggiore; certo quando esco e li lascio in casa,per una precauzione maggiore li divido mettendo un cancelletto che li tenga separati. Perciò penso anch’io che prima di negare l’adozione di un niglietto sarebbe meglio controllare, anche perchè penso che facendo così, se veramente una persona ha intenzione di prendere un coniglieto, se gli viene negata la possibilità di addottarne uno, andrà sicuramente a comprarlo in un negozio e così un piccolino che aveva bisogno di trovare una famiglia che lo amasse resta in attesa di una conferma che chissà quando arriverà. Intanto che ti scrivo, volevo farti i complimenti per la tua idea del video con i consigli sui nostri amici, continua così e volevo farti una domanda a proposito: tu hai detto che quando solleviamo il coniglio per lui le nostre mani sono come gli artigli di un predatore e in lui scatta la paura, però è possibile che con il tempo lui riconosca la presa delle nostre mani e non abbia più timore, o per lui è un fatto talmente istintivo che non potrà mai controllare questo timore? E perciò siamo noi che dobbiamo capire e cercare di non spaventarlo con questo gesto anche se molte volte viene voglia di prenderlo in braccio per coccolarlo e dargli tanti bacini, ma il mio quando lo rimetto per terra brontola sempre con il classico gu-gu di disapprovazione. Ciao ti ringrazio se riuscirai a rispondermi, perchè immagino che sarai subbissata di domande un bacione a te e a Yogurt Rosilvia

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