Gen 192011
 
Il coniglio non è un animale per bambini.
Sono sicura che questa affermazione scatenerà un sacco di reazioni, ma rappresenta un dato di fatto, anche se va contestualizzata e spiegata.
I conigli stanno cominciando a farsi spazio nelle nostre case solo ultimamente. Finora siamo sempre stati maggiormente in contatto con cani e gatti. Qualche rettile come tartarughe d’acqua e di terra, qualche pesciolino e qualche uccellino s’è addentrato nelle nostre vite, ma i conigli stanno diventando nostri amici da poco tempo in confronto.
Forse anche tu, sì, proprio tu che stai leggendo, hai visto un bel coniglietto nella gabbietta di un negozio di animali di un centro commerciale e hai pensato che potrebbe essere un bel regalo per tuo figlio o tua figlia, o per i tuoi nipotini.
Come darti torto? Come non innamorarsi di queste palline di pelo morbidissime, con gli occhioni dolci e grandi, i baffoni lunghi e le buffe orecchie che hanno? Tuttavia cosa sai di queste creature? Scommetto che pensi che sarà un po’ come avere un cagnolino, solo di taglia più piccola. Pensi che i tuoi figli potranno giocare con questo animaletto così morbido che sembra un peluche.
Forse però non ti rendi conto che un coniglio non è un cagnolino o un gattino, né tanto meno un peluche o un giocattolo.
Conosci le abitudini di questa creatura? Le sue esigenze? Sai come e dove va alloggiato, di cosa deve nutrirsi, da cosa deve essere protetto? Se conosci le risposte, mi congratulo con te e sono contenta per il tuo coniglietto, perché ha trovato una persona attenta e amorevole, che sa prendersi cura di lui, ma se non le conosci non dovresti neanche per un attimo pensare di regalarlo, dando per scontato che “non sarà poi così diverso da un cane“.
Per esperienza ti dico che i bambini, quando ricevono in dono il coniglietto, non sanno come va trattato, perché non hai mai visto nessuno relazionarsi con un coniglio. Non sanno neppure che c’è uno specifico modo per prenderlo in braccio. Non hanno la consapevolezza dell’energia e della forza che usano nei suoi confronti, non hanno coscienza della fragilità del suo corpo, perché non ne conoscono la fisiologia e – guarda caso – nemmeno tu.
Conosco tanti bambini che hanno ricevuto in regalo un coniglietto, per il compleanno, per la prima comunione, per Natale o da Santa Lucia. Hanno allargato un sorrisone come quando hanno ricevuto la loro prima bambola o la loro prima pista delle macchinine; ci hanno giocato per un po’ e poi l’hanno abbandonato, proprio come hanno fatto con quella bambola o quella pista di macchinine.
Ho visto bambini, ancora sull’onda dell’entusiasmo, prendere il povero coniglietto per le orecchie e trascinarlo in giro per casa oppure sollevarlo da terra, non essere in grado di trattenerlo quando lui si divincolava e farlo cadere rovinosamente sul pavimento, causandogli gravi lesioni.
E sai cosa ho visto anche? Ho visto i genitori di quei bambini – gli adulti – non curarsi affatto della frattura alla zampina del coniglietto, ma solo preoccuparsi che il proprio figlio non fosse stato graffiato e lamentarsi delle spese per le cure veterinarie che avrebbero dovuto sostenere.
Ma ho anche visto di peggio: ho visto adulti rimproverare il povero coniglio caduto, frastornato e ferito, relegarlo in gabbia, non farlo più uscire e punirlo per l’affronto fatto al proprio figlio.
Capisci? Anziché preoccuparsi di insegnare al proprio figlio come ci si deve relazionare con un animale, e in particolare un coniglio, e anziché educarlo, puniscono l’animale.
Nessun animale è per bambini, se i bimbi non hanno alle spalle degli adulti dotati di buon senso. Men che meno il coniglio, per le sue caratteristiche fisiche e per le sue modalità d’interazione a cui tante persone non sono ancora abituate.
Quindi, prima di pensare di regalare un coniglio a un bambino, che sia tuo figlio, tuo nipote o chiunque altro, fermati a riflettere e chiediti se vale la pena per quella creatura andare incontro a torture e abbandono.

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